lunedì 11 febbraio 2008

Engeenering acquista Atos Origin Italia

Dopo il parere favorevole dell'Antitrust, il gruppo Engineering ha acquisito Atos Origin Italia designando i 5 nuovi consiglieri della società: Michele Cinaglia, Paolo Pandozy, Armando Iorio, Giuseppina Ninni e Roberto Pellegrini. Il Cda infine ha provveduto a nominare Michele Cinaglia presidente e Paolo Pandozy a.d.
L’acquisizione della società dal gruppo franco-olandese è costata ad Engeenering solamente 45 milioni di euro per una società che nel 2006 aveva un giro d’affari di circa 290 mln di euro e un organico di circa 2500 dipendenti.
Per Engeenering si tratta della più importante acquisizione delle 8 compiute negli ultimi 6 anni. Difatti, l’azienda ora detiene il 7% del mercato nazionale del software e si afferma al primo posto tra le aziende del mercato di riferimento.
In realtà il Gruppo Atos Origin aveva avviato negli anni passati diverse ristruttarazioni che avevano inciso pesantemente sulle sorti delle lavoratrici e dei lavoratori AOI. Che a loro volta provenivano da altre operazioni dello stesso stampo nelle società originarie (Atos O. e SEMA). Riorganizzazioni, o meglio tagli del personale, per poter essere più appetibili sul mercato.
In AO nella prima metà del 2006, la prima ristrutturazione con l’apertura della CIGO. La lotta dei lavoratori portò l’azienda ad accettare di distribuire 9200 ore di CIGO sull’intera popolazione aziendale invece che su poche persone. All’inizio del 2007, con l’arrivo del nuovo CEO parte un nuovo ridimensionamento che prevedeva il taglio di oltre il 10% dell’organico, assieme a degli impegni che dovevano garantire i lavoratori che restavano in azienda, come ad esempio l’istituzione di un Premio di Risultato. Dopo la notizia dell’interessamento di Engeenering ad AOI, quest’ultima muta drasticamente il suo atteggiamento nelle relazioni sindacali, non rispettando quanto sottoscritto in un accordo aziendale, ovvero negando la disponibilità ad istituire il PdR e poi assorbendo gli aumenti contrattuali e affermando che la cifra risultante dall’assorbimento verrà redistribuita dall’azienda ai più poveri e ai più meritevoli. Neanche fosse Robin Hood!
Intanto i lavoratori e le lavoratrici hanno prima dichiarato lo stato di agitazione, articolando un pacchetto di 16 ore di sciopero, il blocco degli straordinari e della reperibilità.
Dal basso alcune delegate e delegati stanno spingendo per uno sciopero unitario di tutto il Gruppo.

Giuseppe Zito
RSU Atos Origin Italia

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